ANTROPOLOGIA

-1- Il Mistero del Cervello Umano e la Componente Spirituale dell'Uomo In evidenza

Tutti gli animali hanno un cervello simile o apparentemente quasi uguale a quello degli uomini, ma essi non fanno le stesse cose che fa l’uomo. Infatti la più antica definizione dell’uomo dice che egli è un animale, però razionale. E qui sta la differenza. In primo luogo bisogna notare che il termine “animale” risale ad una remota antichità di alcuni migliaia di anni quando con esso sembra che si indicasse soltanto l’essere vivente capace di camminare, anche se fino ad ora sembra che per alcuni, quel significato sia tuttora sussistente. Ma basta un minimo di riflessione per notare la differenza indicata dal termine aggiunto “razionale”. La differenza consiste nel fatto che alcune cose che caratterizzano quelli che sono animali, riguardano soltanto la sfera del materiale. Anche la sfera del razionale si applica in tante cose alla sfera del materiale, ma gli esiti sono del tutto differenti. Non c’è nessun bisogno di indicare pochi o molti esempi tanto essi sono evidenti. Ma qui sorge subito la difficoltà. Per tanti aspetti non si trova il modo di poterla esprimere perché il mondo dell’uomo che agisce in modo razionale essenzialmente in sè non cade sotto i sensi anche se con essi si mescola. L’animale emette dei suoni, ma i suoni emessi dall’uomo detti “parole” dal loro risultato si vede chiaro che sono tutt’altra cosa riguardo ai suoni emessi dall’animale e mai hanno avuto qualcosa di simile. Anche la stessa terminologia in alcune lingue, non esclusa quella italiana ed anche quella latina, ingenera qualche confusione. Ad esempio il termine “spirito” proviene dalla radicale del verbo “respirare” mentre il significato è del tutto differente l’uno dall’altro. Lo stesso si osserva per il termine “animale” che viene dalla radice della parola “anima” che forse inizialmente doveva soltanto significare “vita”, mentre ora il termine “anima” si riferisce solo alla sfera dello spirituale. Il termine “antropologia” che è completamente greco, preso in prestito da tante lingue del mondo, indica chiaramente il relativo retroscena culturale, più o meno come in altre lingue è indicato dal radicale “antropos” cioè “uomo” e relative traduzioni. Col termine “antropologia” come con la componente “antropos” si indica soltanto ciò che fa l’uomo nel più esclusivo significato di questo termine che diventa sinonimo di civiltà, cioè di quello sterminato campo che indica l’attività dell’uomo. Come è possibile che il cervello dell’uomo che sembra simile per non dire sostanzialmente uguale a quello animale, svolga invece una vita ed una attività totalmente differenti? Il vero problema è che ad esso non può trovarsi risposta e non vale niente il voler fare ulteriori tentativi e ricerche con le quali si può esaminare quello che il cervello umano sembra fare come suol dirsi, ma non si può assolutamente spiegare come faccia. Il suo specifico campo di azione è quello dello spirito del quale si può indicare cosa faccia ma come faccia è un assoluto mistero insolubile anche se, come risulta dalla sua azione, sicuramente si arriva a dire che esiste e si finisce col concludere che non è il suo cervello che fa quel che fa l’uomo ma è lo spirito che fa quel che sembra fare esso stesso e misteriosamente agisce in esso e si mette a contatto con la materia, asservendola ai suoi intendimenti.

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