Ignazio Parrino

Ignazio Parrino

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-1- Acta Albaniae Vaticana

In genere si pensa che la teologia sia una materia teorica e difficile. Questo sembra il parere di coloro che non si sono mai avvicinati ad essa. Ma questo è un evidente errore…..sperimentato.

 Quella che ognuno, o chi vuole, viene a sviluppare per conto suo, si chiama “Deismo”. C’è pure non una corrente di pensiero ma una pratica di vita detta prima “politeismo” ed in ultimo anche completamente “ateismo”.

Nella storia umana fin dall’inizio si sono andate sviluppando queste tendenze e ora siamo arrivati a qualche iniziativa molto interessante a partire dall’ultimo Concilio Ecumenico e dei Papi che sono seguiti ad esso. Spero anche a questo punto che qualcuna delle cose che sono andato facendo, sempre come modestissimo tentativo di seguire la volontà di Dio, possa svilupparsi come continuerò a tentare. È necessario anche un accenno a certi rami sussidiari della teologia fondamentale che è detta dogmatica. Il primo di questi rami fondamentali è detto morale, segue quello detto ascetica e poi diritto canonico, storia, ritualismi, ed altri simili rami di approfondimento che tutti comunque danno qualche contributo.

Secondo la Bibbia, la prima comparsa della teologia rivelata è dovuta allo stesso Dio in persona nella creazione di Adamo ed Eva e subito dopo anche nella presentazione dei primi loro doveri che sono di carattere morale. Dio stesso dice ad Adamo che Egli lo ha creato ed ha anche creato la luce e le stelle e anche tutti gli animali e le piante. Ma ad Adamo tutte queste cose non bastarono, perché non trovò nessuna cosa che gli somigliasse. Ogni cosa che fa Dio è un pilastro fondamentale. Adamo giustamente riconosce che nessuna delle cose create gli rassomiglia, e allora Dio stesso gli fa capire un’altra cosa fondamentale: “Non è bene che l’uomo sia solo” e Dio allora crea la donna che è uguale a lui ed essi insieme si moltiplicano e differiscono da tutte le altre cose. Ma essi devono riconoscere che è Dio stesso che li ha creati e ha indicato loro quali sono le cose che essi devono rispettare: la vita umana e la conoscenza e la distinzione del bene e del male. E così si va addirittura alle più profonde realtà della vita degli uomini, rimanendo essi liberi di osservarle o non osservarle, però con le debite conseguenze. Senza di queste l’uomo non è distinguibile da tutte le cose create in questo mondo, ma Eva e Adamo e il loro figlio Caino pensarono che potessero ugualmente comportarsi a piacere loro. Ma subito dopo dovettero prendere coscienza del loro errore. E qui comparve la morale che è l’approfondimento della conoscenza del bene e del male.

 

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