-13- L’ Assurdità dei due così detti Principi di Conservazione della Materia e dell’Energia In evidenza

“Contra factum non valet argumentum”?

 

Si indica così la vanità di tanti discorsi che sono contro il fatto. Ma questo proverbio vale anche al contrario se il fatto testimoniato non è vero. L'elemento essenziale di cui può servirsi l'uomo è il suo pensiero e il conseguente argomento. Fa enorme meraviglia la gran massa degli uomini che affermano fatti e argomenti che sembrano tali, ma senza essere veri.

Nel secolo XVIII molti scienziati di allora si trovarono tra loro in contrasto perché all’antichissima forma di religione che presenta la materia e lo spirito creati da Dio, alcuni, che poi diventarono molti o moltissimi, cominciarono a dire che “niente si crea e niente si distrugge ma tutto muta” fondandosi su alcuni esperimenti chimici ed indebitamente estendendone il significato a tutto l’universo. Essi, invece della materia e dello spirito, cominciarono a dire che c'è il principio di conservazione della materia e quello della conservazione dell’energia col puro ateismo e materialismo (vedi Pietro Silva, Trattato di fisica elementare, volume 1° N° 52, c). Ma poi in seguito al principio della fissione dell'atomo o almeno di alcuni tipi di atomi, e poi di tutti gli altri, conseguì che ad esso succede la constatazione che la materia si distrugge e quindi dato che l'energia è solo una qualità dei corpi comunque materiali, se questi si distruggono per conseguenza si distrugge anche l'energia che è solo una loro qualità in tutti i campi. Vedi ad esempio: il carbone produce calore ma questo non può prodursi senza il carbone e nemmeno senza il carbonaio che lo ricava dal legno. E il legno, il carbone e il calore, anche nei sistemi isolati, non si può dimostrare che non scompaiano del tutto, come scompare l’intero universo nel freddo assoluto e nei buchi neri. Quindi come si arrivò a mettere da parte il principio della conservazione della materia e quindi della sua eternità, lo stesso anche succede ora per il principio di conservazione dell'energia. Se i corpi si distruggono, con essi si distrugge anche quella loro qualità detta energia. L’eternità di questa come quella della materia è stata finora erroneamente propagandata in tutto il mondo, in modo particolare nell’ambito delle relative scienze nelle loro varie forme ed anche nelle leggi che le riguardano come nel caso degli Uffici dei Brevetti d’Invenzione Industriale o d’altro di tutto il mondo.

Questa constatazione oltre che dall’energia atomica partì da una osservazione elementarissima che mostra come la così detta regola d’oro della Meccanica non è affatto d’oro, ma non ha nemmeno nessuna consistenza come si vede ad esempio anche nel caso della stadera in posizione statica sotto carico (vedi domanda di brevetto dal titolo: “Una Variante della Stadera”), nella quale l’energia prodotta dalla stadera, alla vista di chiunque, si sviluppa o scompare nei debiti modi. Consegue quindi il crollo di tutte le teorie fondate su quei due principi della conservazione eterna della materia e dell’energia e in tutte le scienze che le riguardano, scritte nei loro volumi e libri e negli insegnamenti di tutte le Università del mondo ed in tutti i campi dove le religioni si contrappongono ai materialismi ed agli ateismi. Infatti crollano quei due principi dell’eternità della materia e dell’energia cominciate a mettersi in dubbio e negarsi non solo ad opera del sottoscritto che è un letterato autore di alcuni brevetti d’invenzione industriale, che ha in pratica dimostrato il suo assunto coi relativi modelli più o meno completi. Poco dopo l’ha dimostrato anche un Professore di Meccanica e di Macchine della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Palermo di nome Francesco Costanzo, che davanti al secondo modello del congegno da lui stesso esaminato e fatto costruire, scrisse e disse: “qui cade la regola d’oro della Meccanica; qui è il principio di conservazione dell’energia che se ne va a carte quarantotto”. Lo dimostrano anche il legittimo corollario della fissione atomica e del principio della forza statica derivante non tanto dalla stadera ossia dalla leva, ma piuttosto dalla forza di attrazione terrestre e dell’intero universo e dalla forza di gravità in infinite forme.

Si riporta qui la copia del brevetto dal titolo: “Leva a fulcro mobile”.

Vedi anche la piccola pubblicazione del sottoscritto dal titolo: “Congegno Per Ottenere Energia da Fonte Statica”, Palermo 1984, pubblicato in questo sito nel mese di gennaio del 2020.

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