Settembre 2020

-10- Il Partito del necessario n.2 LIBERTA' O OBBLIGO?

Secondo il Professore Francesco Costanzo il Congegno della Forza Statica, detto anche “Una Variante della Stadera” più che una rivoluzione industriale potrebbe determinare sconvolgimenti oltre che meccanici anche sociali e politici. Ma quello che chiamo “il Partito del Necessario” oltre a proporre di dedicarsi ad aiutare i bisognosi di qualsiasi genere di tutte le parti del mondo, mi auguro che possa essere sostenuto dall’aiuto di Dio più che da quel congegno a svolgere quanto basta a servizio di soluzioni indispensabili, tranquille e pacifiche per tutti.

In questa prospettiva, una nuova meccanica dell'energia penso che anche potrà favorire qualche sviluppo culturale di carattere educativo e teorico di tanti tipi e di tutte le Università e varie scuole del mondo, assieme a quelle fondate su spinta di San Giovanni Paolo II in un rispettoso confronto tra tutte le religioni, le filosofie e le industrie che riguardino la religione e la corretta cultura anche nel suo aspetto sociale, e quindi nella vita di tutti.

In realtà i movimenti politici sono importanti in quanto portano alla realtà concreta. Essi si sviluppano all'interno dell'uomo, nella sua anima e nella sua intelligenza, in linea di massima per via teorica, ma nel grande confronto tra la teoria e la pratica, la pratica spesso guazza nel fango e la teoria può perdersi nel fumo. Ma ci sono stati coloro che hanno fatto il confronto tra la teoria e la pratica e le loro sentenze valicano i secoli. Coloro che spesso in questo campo sono stati maestri dell’umanità dissero: “ èvres tin pràxin is theorìas epìvasin” oppure “ didàscalon anèdixe se i ton pragmàton alìthia” e cioè “hai trovato la pratica, scala alla teoria”, e, “ti mostrò maestro la verità dei fatti” cioè quelli che corrispondono alla verità. Del resto i fatti che sono le concretizzazioni di tutto, non hanno la dignità della teoria ma sono solo la scala verso di essa ed è solo la verità che deve guidare i fatti concreti ed è maestro solo colui che riesce a raggiungerla e non servono a nulla tanti grandi partiti politici che negano la verità che è l'opera dello Spirito ed è inutile dire che: “la verità non esiste”, “ognuno ha la sua verità”, “la verità è ciò che fa comodo” cioè si scambia la verità col puro materialismo senza anima e senza idee che del resto vengono anche negate. “le idee non servono a nulla”, “mangia idee se ci riesci”, “le idee si perdono nell'aria”. Però l'essenza non può riguardare il solo corpo dell'uomo che lo accomunerebbe a tutti gli animali, i quali non hanno pensiero e nemmeno anima e vengono uccisi o uccidono e non riescono a fare tutto quello che fa l'uomo o come lo fa lui. Quindi con questo sito, pur apprezzando il valore della corretta pratica, è necessario ed indispensabile conoscere prima la correttezza delle idee e della fede in Dio che è l'unico che dà i giusti orientamenti con le sue rivelazioni, cose che l'uomo ha ricevuto in dono e non può raggiungere da solo.

Del resto i partiti politici sempre presto scompaiono come insegna la storia ma le idee valide superano i secoli ed i millenni e danno i loro contributi alla civiltà e alla cultura e, se sono di carattere religioso, giungono pure nell'altra vita non solo per chi ci crede ma anche per chi non ci crede e sono eterne. Quindi va bene la giusta pratica ma quella erronea produce disastri. Il termine partito non va preso in senso politico ma in quello etimologico da cui deriva, che è il termine “parte”, che è una parte di un tutto cioè in questo caso solo una parte dell’umanità che può trovarsi in condizione di bisogno. Come si comportano tra loro quelli che si trovano in tale condizione con quelli che guazzano nel superfluo? Cristo ha dato delle indicazioni che hanno la stessa autorità di Colui che le ha date. Ma esse si possono liberamente seguire o sono vincolanti? Ognuno ritiene di potere facilmente risolvere questo problema, però riflettendoci sopra si scoprono delle difficoltà. La libertà è una essenziale qualità dell'uomo che qualifica tutta la sua esistenza. La stessa Sacra Scrittura dà indicazioni chiare ed inequivocabili: “Se vuoi essere perfetto… Chi vuol venire dietro di me… Crescete e moltiplicatevi…” ed una infinità di simili specificazioni che testimoniano chiaramente la libera scelta dell'uomo.

Ma egli con la sua volontà decide liberamente quello che vuole fare indovinando o sbagliando  e di ogni cosa si assume la sua responsabilità e la sua azione, senza di essa, sarebbe gravemente menomata. L'uomo che non potesse godere della sua responsabilità in tutti i suoi aspetti sarebbe gravemente privo della sua dignità e infinite cose si potrebbero dire sull’ineguagliabile valore della libertà. Ma di quale libertà stiamo parlando? di quella responsabile o di quella irresponsabile? Ci sono persone che si sentono libere, senza nessun tipo di vincolo, né sociale, né politico, né religioso. Come potrebbe qualificarsi questo tipo di libertà? Quindi per ognuno è chiaro che la libertà ha le sue regole senza le quali chi non le segue può andare incontro ai massimi rischi.  Perciò ci sono le leggi, le comuni usanze, gli impegni da rispettare e quindi la libertà deve districarsi in mezzo a questi problemi e tanti altri che secondo i casi possono essere innumerevoli. Ma allora cosa si intende dire col termine libertà? e come si fa ad essere sicuri  delle sue decisioni senza dubitare che possa succedere qualche errore? Quindi su questa terra la libertà ha tanti limiti. Ma allora in che cosa consiste la libertà che molti o tutti rivendicano? La libertà esiste davvero, ma deve agire dentro precisi limiti dati da Colui o coloro a cui tocca definirli oltre a quelli che ognuno si pone da se stesso secondo la sua coscienza. Ma c'è un testo univoco che tutti i cristiani recitano continuamente: il “Padre Nostro”. In esso, alla fine della sua prima parte, si dice: “..sia fatta la tua volontà, come in cielo, così in terra”. Ma allora la libertà esiste o non esiste? Se la libertà in paradiso consiste nel fare la volontà di un altro, fosse pure il Padre Eterno, allora che cosa si deduce? Esiste più la libera volontà di ognuno? O è migliore la condizione di questo mondo secondo la quale ognuno fa come gli piace? Ma ci stiamo accorgendo che ognuno farebbe così esattamente il ragionamento di Lucifero? Difatti bisogna capire bene cos'è la libertà dell'uomo e distinguere esattamente tra libertà e libertinaggio. Quella pretesa da Lucifero è puro libertinaggio mentre la vera libertà è quella di chi può agire secondo la retta ragione. Ma questa è soltanto ipotetica o abitualmente dovrebbe guidare l'uomo? È sempre stato detto che la ragione corretta al 100% universalmente è difficilissima o addirittura impossibile che esista e “non esiste nessun uomo che viva e non pecchi, Tu solo sei senza peccato, la Tua giustizia è giustizia in eterno e la Tua parola è verità”. Ma qui andiamo in un altro piano. Una volta, non so quando, a qualcuno venne la curiosità di vedere quale fosse il più bel verso della Divina Commedia. Allo scopo bandì una sfida. Il più bel verso di essa fu considerato il seguente: “ In sua voluntate è nostra pace”. Nel paradiso quindi non c'è il problema della libertà perché come dice il “Padre Nostro”: “..sia fatta la tua volontà come in cielo”. In cielo essa c'è perfettamente, perché i suoi abitanti sono i santi scelti da Dio, ma su questa terra bisogna pregarlo affinché la sua volontà si possa fare come si fa in cielo. Gli uomini fanno come abitualmente si fa da parte di tutti, nessuno escluso, perché qui sopra abbiamo detto come dice la liturgia bizantina: “Tu solo sei senza peccato”. Chi più e chi meno, ma tutti. Quindi solo per volontà di Dio si collabora con lui. Nel Giudizio Universale può trovarsi alla sua destra solo chi fa la sua volontà. All'uomo quindi, se vuole, rimane di cercare di fare la volontà di Dio come a Lui piace. Ma nessuno può farla completamente in questa terra come a Lui piace; e questo tipo di libertà può solo realizzarsi col Suo aiuto e la buona disposizione dell’uomo.

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-13- Il Clero Coniugato delle Chiese Orientali delle Colonie Greco-Albanesi d'Italia

 

Dio creò l'uomo e disse: “Non è bene che l'uomo sia solo, facciamogli un aiuto simile a lui”; a sua immagine li creò

e disse loro: “Crescete e moltiplicatevi e popolate la terra”.

Poi Gesù disse a San Pietro: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa

e le porte dell'inferno non prevarranno contro di essa”.

La base della fede rivelata è la Sacra Scrittura dell’Antico e del Nuovo Testamento. Essa è la parola di Dio, accettata da tutti coloro che credono in Lui, uno e trino, Padre, Figlio e Spirito Santo, e riconosciuta “ex sese” (da se stesso) dal successore di Pietro. Fino al Concilio Vaticano I essa si disse che era “Revelata et Catholica Definita” in quanto era rivelata da Dio e confermata anche dalla Chiesa Cattolica. Ma in quel Concilio si decise che la fede rivelata è confermata solo da San Pietro e dai suoi successori  “ex sese non autem ex consensu ecclesiae”( da se stessi e non dal consenso della Chiesa). Quindi si arrivò all'enciclica di Leone XIII dal titolo “Orientalium Dignitas” e non si potevano più considerare escluse dalla retta fede le Chiese Orientali anche se divergenti in qualche rito o aspetto organizzativo o disciplinare che deriva da differenti tipi di civiltà e cultura, proposti e seguiti dai cristiani. Quindi la Chiesa si edifica su Pietro e i suoi successori ex sese. Ma la sua organizzazione umana non deve essere necessariamente riconosciuta dall’intera Chiesa e i dogmi della fede sono tali quando sono essenzialmente rivelati nella Sacra Scrittura e proposti dal successore di San Pietro. Ci possono essere anche usanze non necessariamente proposte da tutte le Chiese nel loro insieme. Questo è il caso delle Chiese Orientali che conservano l'uso della loro base in mezzo al popolo che è il clero coniugato e richiedono il celibato nella loro gerarchia. Questa è una norma che nella Chiesa sia Latina che Orientale si è andata affermando nel corso dei secoli in seguito a particolari circostanze trattate in tanti Concili o varie riunioni anche parziali di singole Chiese o gruppi di fedeli. Esse sono esemplari ed ammirevoli. Ma non è detto che le norme che riguardano il clero di base coniugato debbano essere sempre negate e contrastate per tutti i riti delle varie Chiese. Su questo argomento comunque le varie Chiese Orientali che hanno in comune oltre alla fede rivelata anche tante proprie usanze sostanzialmente però non differiscono dalla grande Chiesa Latina e pur con alcune varianti riguardo al cattolicesimo, tutte seguono ugualmente la fede di Cristo e sono tutte ugualmente, latine ed orientali, Chiese sorelle.

Tuttavia nel mondo latino non raramente sono comparsi dei tentativi di uniformare delle usanze altrui alle proprie, anche se non riguardano le condizioni della fede rivelata e approvata da Pietro, che da solo ha avuto da Cristo l’incarico di reggere le fondamenta della Chiesa universale. Anzi talvolta è successo che proprio Pietro ha sostenuto ed approvato delle tradizioni di altre Chiese che sono ugualmente cattoliche anche se non sono in tutto conformi alle usanze latine. In questi campi ci sono stati casi clamorosi come quello del Papa Benedetto XIV che promulgò la sua enciclica dal titolo “Etsi Pastoralis” nel 1742, con la quale proclamava la “praestantia ritus latini”, su tutte le altre Chiese della cristianità. Ovviamente successe una grande disapprovazione da parte di tutte le Chiese Orientali che professano la corretta fede, oltre che delle altre confessioni cristiane anche se non concordanti con le Chiese sia latine che orientali.

Non parlando di ciò che è successo in tutto il mondo cristiano diciamo qualcosa di ciò che è successo presso i Greco-Albanesi d'Italia e talvolta continua a succedere in casi simili anche nelle Chiese Orientali in tempi più recenti. Sfogliando l'archivio parrocchiale della Chiesa Greca di Palazzo Adriano si trovano tanti appunti di vescovi o loro delegati latini anteriori alla fondazione dell’eparchia delle colonie greco albanesi di Sicilia (1937) che riguardano suggerimenti di avvicinamenti a norme rituali latine ed altrettante affermazioni che dicono che di tali suggerimenti non si è tenuto conto. Ma col tempo il problema diventò più rilevante. In seguito alla “Etsi Pastoralis” furono presi provvedimenti contro i cleri delle singole colonie greco albanesi di Sicilia che però ricevettero il caldo appoggio anche economico delle loro popolazioni fino a quando non sorse un grande studioso, nel secolo XVIII, il papàs Paolo Maria Parrino che affrontò con molta delicatezza ma altrettanta fermezza il fondamentale problema dell'autonomia del rito bizantino in generale e del caso specifico delle colonie greco-albanesi d'Italia. I suoi lavori principali sono:

  1. “De Perpetua Consensione Albanensis Ecclesiae cum Romana Omnium Matre et Magistra” di 800 fogli scritti in latino,
  2. “De sacramentis”, di circa 500 fogli pure scritti in latino riguardanti il loro significato e la loro amministrazione nel rito bizantino in generale.
  3. Le regole del Seminario Greco-Albanese di Palermo.

Il Parrino ha pure lasciato delle opere minori tra le quali spiccano le regole del Seminario greco albanese di Palermo, fondato da padre Giorgio Guzzetta, filippino siciliano, originario di Piana degli Albanesi, che dopo alcuni contrasti affrontati anche dallo stesso Guzzetta e i rifacimenti delle regole scritti dal Parrino, questi riuscì a farle approvare dalla debita autorità ecclesiastica. Queste tre opere costituiscono la base dello sviluppo culturale dei Greco-Albanesi di Sicilia, non senza qualche contributo dato anche alla grande opera di Pietro Pompilio Rodotà dedicata alla storia e allo sviluppo dei Greco-Albanesi di Calabria e di qualche altra regione d'Italia. Così le tre grandi opere del Parrino rimaste inedite anche se riassunte in lingua italiana dall’altro grande scrittore greco, il gesuita padre Tommaso Velasti, sono passate per le mani di tutte le persone colte dei Greco-Albanesi di Sicilia e talvolta anche di altri siciliani e di altre regioni d'Italia. Esso si realizzò dopo circa centocinquant’anni di contrasti quando più o meno tutti i popoli dell'Europa occidentale o meglio i loro governi si professarono anticlericali o piuttosto atei. Il caso più rilevante si realizzò dopo il turbinoso periodo della rivoluzione francese quando i Greco-Albanesi ressero per vari anni l’Italia e influirono in campo culturale anche attraverso il loro grande giornale “La Riforma” arrivando perfino a far chiudere il grande giornale che era stato del Cavour. Fu quello il periodo della prevalenza in Italia della Sinistra Storica.

Dopo il breve periodo del fascismo successe almeno idealmente, ad una parte del partito della Sinistra Storica, la Democrazia Cristiana fondata da Luigi Sturzo. Egli era imparentato un po’ lontanamente con la grande famiglia Dara di Palazzo Adriano e grande amico del Crispi e poi dell'arciprete Alessi da lui stesso detto suo maestro. L’Alessi era stato il fondatore in Sicilia dell'Unione Cattolica del Lavoro nel 1901, e del primo grande sciopero cattolico e pacifico di tutta la Sicilia, la cui notizia interessò tutta l’Italia e “tolse il sonno a molti vescovi”, e interessò pure Gandhi e Lenin. Il metodo degli scioperi pacifici influenzò col suo esempio tutti i grandi movimenti pacifici del mondo del secolo XX. Cose del genere ed altre simili furono ispirate dai Greci con l'influsso delle loro tradizioni che conservarono, come conservano tuttora tenacemente, la loro civiltà culturale di origine greco-classica e quella politico-militare. Essa spesso sfociava nei governi dei vari paesi a cominciare da Filippo il Macedone e da suo figlio Alessandro Magno e tanti imperatori romani e capi di Stato che come in Italia si sono posti a servizio di alcune altre nazioni moderne come la Grecia, l’Egitto ed altri Stati e relativi governi fino all'impero ottomano ed in ultimo anche in parte fino a Ismail Kemal Pascià, detto Ataturk, di madre albanese.

Una delle tradizioni della Chiesa Orientale, non sempre ben sopportate dal mondo latino lungo i secoli, specialmente nel nostro secondo millennio, è stata quella del clero coniugato, la quale tuttavia fu pure contrastata anche da qualcuno dei grandi e numerosi Santi Padri della Chiesa Orientale come San Basilio il Grande, fratello dell’ugualmente grande San Gregorio Nazianzeno, che era pure Vescovo e celebre teologo, sposato con l'ottima Teodoto. Ma complessivamente la tradizione del clero di base coniugato, a cominciare da San Pietro, chiamato da Cristo, non fu mai decisamente contrastata nel primo millennio del cristianesimo. Ma nel secondo millennio, anche in seguito al sorgere dei monaci cluniacensi (benedettini) e di quelli francescani e domenicani, tutti ordini più o meno mendicanti, aumentarono un po' i contrasti, senza però mai arrivare a pieni divieti, perfino con lo stesso Papa Benedetto XIV. Ma a partire dall'inizio del ventesimo secolo, da parte dei Papi Benedetto XV, o Pio XII, pur grandi estimatori dell’oriente, non a nome loro, ma a nome di autorità subalterne, come i funzionari ecclesiastici di alcune Congregazioni romane, e i rettori dei seminari, si diede inizio ad una nuova politica contro il clero coniugato dei greco albanesi d'Italia mettendo i loro seminari in mano a rettori che propagavano il celibato, arrivando perfino ad abolirlo del tutto per alcuni decenni, sempre tuttavia con la ferma opposizione di tutto quel clero, sia coniugato che anche celibe. Si arrivò così alla conclusione narrata da Ernesto Schirò, autore del libro dal titolo: “Storia Prestigio e Diaspora degli Arbëreshë” -Mezzojuso 2019, pag. 180- che in poche parole narra la recente ripresa del clero coniugato, con le stesse disposizioni del Concilio Vaticano II e delle Congregazioni romane interessate al problema e pronunziatesi cautamente in modo scritto o orale: “Negli ultimi decenni il problema del clero coniugato, che era stato indebitamente ostacolato dalle autorità subalterne del clero latino, è stato sollevato dal prof Ignazio Parrino, davanti all'autorità della Congregazione Orientale e dell’allora Sant'Uffizio, poi Congregazione della Fede, e il suo ripristino ha consentito di fatto una nuova presenza di vari elementi del clero coniugato”.

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