Febbraio 2020

-5- Società d'Oriente -La riforma agraria di Eraclio e la tradizione del cristianesimo - vol I, Parte I, cap. II, pag 77-89

PREMESSA

 

GLI UOMINI: TUTTI FIGLI DI UN UNICO PADRE

    È o non è un principio il seguente periodo? “Ogni uomo, che nasce in qualsiasi parte della terra, ha diritto di avere il necessario per la sua vita come colui che, oltre al necessario, disponga di altri beni materiali superflui. Riguardo a questi beni ha diritto di disporne chiunque, bambino o adulto, che manchi del necessario, perché la vita di qualsiasi uomo è più importante di quei beni superflui”.

Questo periodo modernizza quelli originali della stessa Bibbia e della tradizione del cristianesimo. Infatti: “In principio Dio creò il cielo e la terra”. Alla fine della sua settimana creativa di questo nostro mondo, al sesto giorno “Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza. Li creò maschio e femmina, li benedisse e disse loro: prolificate, moltiplicatevi e riempite il mondo, assoggettatelo e dominate sopra tutti gli esseri: i pesci, gli uccelli, gli animali, ogni pianta che fa semi, ogni albero fruttifero che fa semi e questi vi serviranno per cibo” (e non certo per abusarne e per sprecarli).

Ma questa narrazione del principio della creazione di questo mondo ha bisogno di qualche chiarimento. Qual è il cielo e la terra che Dio creò in principio? Quella terra del principio, a differenza del cielo, non sembra tanto buona. Infatti era deserta e vuota e le tenebre coprivano il suo abisso. Ma Dio non crea cose non buone. Vi comparvero pure le acque e su di esse aleggiava lo Spirito di Dio. E queste quindi erano buone. Poi Dio creò la luce e vide che era buona, ma egli la separò dalle tenebre delle quali non disse che erano buone. Ad esse quindi assomigliava quel serpente che comparve ad Eva subito dopo la sua creazione. Così si pone un grosso problema. Da dove vengono la terra arida e vuota, le tenebre e il serpente? Essi cattivi dovettero diventarci da soli, avendone avuto la possibilità. Chi l’ha data loro? Essi hanno avuto una libertà che permetteva loro di scegliere tra il bene e il male, di ubbidire a Dio o di disubbidirgli. Ma tale disubbidienza non poteva avere una realtà oggettiva, essa era solo una deviazione morale. Quindi è prevista una delle due possibilità offerte dalla libertà, indispensabile affinchè l’uomo possa scegliere il bene in modo libero e meritorio, e possa stare con Dio, o altrimenti perderlo se sceglie il male.

 

IMPORTANZA DELL’UOMO

Dio creò l’uomo a sua immagine e lo rese padrone di tutte le cose che egli potesse raggiungere, ma si riservò solo un albero, quello del bene e del male, con grandi conseguenze se egli ed Eva l’avessero toccato. Ma appena essi lo toccarono Dio li cacciò dal paradiso terrestre e mise due angeli a guardia di un altro albero, quello della vita, affinchè essi non lo toccassero nemmeno. Quindi Dio di tutte le cose create si riservò solo la vita dell’uomo e la conoscenza del bene e del male, sulle quali egli solo possa decidere. Per tutto il resto Adamo ed Eva furono posti al vertice di tutto il creato di questo mondo al primo posto dopo Dio. L’immagine e la somiglianza con Dio rimane qualcosa che ha l’uomo solo e nessun altro essere creato e la sua qualità esclusiva su questa terra è il suo pensiero che l’ha reso simile a Dio ed è l’unica sua caratteristica che lo avvicina a Lui in somiglianza. Di quel pensiero pure è detto: «In principio era il Lògos, il Lògos era presso Dio e il Lògos era Dio».

Cioè: Dio fin dal principio, a voler parlare più chiaramente, senza immagini, come quelle della Bibbia, creò l’albero della vita che è la stessa vita degli uomini e l’albero del bene e del male che è la decisione su ciò che è bene e su ciò che è male, su cui decide solo Dio, come del resto egli ha chiaramente fatto sapere in tutti i suoi aspetti, e anche ne diede allo stesso uomo chiara coscienza. Ma cosa ha fatto l’uomo? Basta dare uno sguardo anche sommario alla storia dell’uomo di qualsiasi tipo e genere e condizione. Difatti è pure detto che in seguito al peccato di Adamo ed Eva quel peccato in tutte le sue forme è entrato nel mondo e tutti gli uomini siamo diventati e siamo peccatori.

 

GLI UOMINI E I LORO MEZZI DI SUSSISTENZA

Gli uomini sono tutti uguali tra di loro come i figli di un unico padre che nel caso specifico è il Padre Eterno. Ma c’è qualche divergenza nel concepire questa uguaglianza. Né per lungo tempo la storia umana ha dato sufficienti indicazioni per poterla confermare, specialmente riguardo al diritto di tutti di avere il loro necessario, costituito in primo luogo dai loro mezzi di sussistenza. E Dio ha pieno diritto di disporre di queste cose. Infatti dal roveto ardente rispose a Mosè:

(Esodo: 3-14,15) “Io Sono Colui che Sono. Poi soggiunse: Così dirai ai figli d’Israele: Io Sono mi ha mandato a voi. Iddio disse ancora a Mosè: Così dirai ai figli d’Israele: Il Signore Iddio dei padri vostri, Iddio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe mi ha mandato a voi. Questo è il mio nome eterno con il quale mi invocheranno l

e generazioni future” (IAHVÈ- in ebraico e tradotto in greco: O- ON). “Io Sono” significa che Egli è da se stesso, a differenza degli uomini che non sono da se stessi e davanti a Lui non sono gran che, anche se credono di essere chi sa che cosa.

Quel Nome esprime l’autorità di Dio.

 

IL GIUDIZIO UNIVERSALE

Matteo 25, 31-46

Difatti “quando verrà il Figlio dell’uomo nella sua maestà con tutti gli Angeli suoi, si assiderà sul trono della sua gloria. E tutte le nazioni saranno radunate davanti a lui, ma egli separerà gli uni dagli altri come il pastore separa le pecore dai capri; e metterà le pecore alla sua destra e i capri alla sua sinistra. Allora il re dirà a quelli che sono alla sua destra: Venite benedetti dal Padre mio, prendete possesso del regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo. Perché ebbi fame e mi deste da mangiare; ebbi sete e mi deste da bere; fui pellegrino e mi albergaste; ero nudo e mi rivestiste; infermo e mi visitaste; carcerato e veniste a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti vedemmo affamato e ti demmo ristoro, assetato e ti demmo da bere? quando ti vedemmo pellegrino o nudo e ti rivestimmo? Quando ti vedemmo infermo o carcerato e siamo venuti a visitarti? e il re risponderà loro: in verità vi dico: ogni volta che avete fatto questo a uno dei più piccoli di questi miei fratelli, l’avete fatto a me. Infine dirà anche a quelli che saranno alla sua sinistra: “Andate lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno preparato per il diavolo e per gli angeli suoi. Perché ebbi fame e non mi deste da mangiare; ebbi sete e non mi deste da bere; fui pellegrino e non mi albergaste; nudo e non mi rivestiste; infermo e carcerato e non mi visitaste. Allora anche questi gli risponderanno: Signore quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o pellegrino, o nudo, o infermo, carcerato, e non ti abbiamo assistito? Ma egli risponderà loro: In verità vi dico: ogni volta che non l’avete fatto ad uno di questi più piccoli, non l’avete fatto a me. E costoro andranno all’eterno supplizio, i giusti invece alla vita eterna”. 

 

SAN BASILIO IL GRANDE E LA GRANDE TRADIZIONE DEL CRISTIANESIMO SEGUITA DA MOLTI MA ANCHE SPESSO DISATTESA

San Basilio è uno dei massimi Padri della Chiesa Orientale, a suo tempo vescovo della Chiesa di Cesarea di Cappadocia, iniziatore degli ospedali dei quali costruì il primo a spese sue e talmente grande che sembrava una cittadina che fu chiamata “Basilìade”. Egli così interpreta il discorso del Giudizio Universale:

“Il pane che a voi sopravanza, è il pane dell’affamato;
la tunica appesa al vostro armadio, è la tunica di colui che è nudo;
le scarpe che voi non portate, sono le scarpe di chi è scalzo;
il denaro che tenete nascosto, è il denaro del povero;
le opere di carità che voi non compite, sono altrettante ingiustizie che voi commettete”.
 
 
PROVERBI POPOLARI
 
Anche i proverbi popolari dicono:
U picca m’abbasta e l’assai m’assuperchia  (il poco mi basta e il più mi avanza).
U superchiu rumpi u cuperchiu (ciò che soverchia rompe il coperchio).
I cosi assai su tutti grattacapi (le molte cose sono tutte grattacapi).
A farina du diavulu diventa cinniri (la farina del diavolo diventa cenere).
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-3- IL PRINCIPIO DI CONSERVAZIONE DELL’ ENERGIA

Tutte le affermazioni non documentate o non documentabili possono fondarsi esclusivamente sul valore della logica che dà delle premesse alla fede a causa della perfezione del creato che postula necessariamente un artefice. Però questa fede non si fonda sulla logica, ma ha un’origine misteriosa, come un dono di chi ha potuto farlo. La pura affermazione materialistica non ha né il supporto della logica né quello della fede le quali cose essa non accetta. Esse sarebbero un puro soffio, il “flatus vocis” di Occam.

 

La scienza teologico-meccanica nella cosmogenesi della rivoluzione francese e relativi seguaci secondo il principio detto di Lavoisier

“Niente si crea e niente si distrugge ma tutto muta”. L’ipotetica eterna conservazione dell’energia.

 

L’uomo ha la naturale tendenza a voler dominare e scoprire la legge di ogni cosa, se ci riesce. Infatti riguardo al mondo materiale l’uomo emerge anche nei suoi vari settori o regni come si diceva una volta: regno materiale, regno vegetale e regno animale perché lui solo tra questi tre regni è fornito di anima spirituale e di pensiero, per molti quasi come cose ignote. E siccome secondo alcuni l’uomo è un animale (ragionevole o meno, questo è del tutto un altro argomento), chiunque riesce ad emergere sui suoi simili, li tratta secondo le sue concezioni, senza badare a chi nasce o a chi muore, a chi vive e a come vive, secondo tutti i possibili motivi: amicizie e parentele, guerre o rivoluzioni, carestie e pestilenze ecc. Ne consegue l’esatta fotografia del relativo tipo di mondo fondato sull’eternità della materia, come la storia dimostra che è successo per millenni ed anche frequentemente fino ad ora.

Ma qualcuno che è il creatore di tutte queste cose ha detto: "(genesi cap. VI) Il mio spirito non rimanga per sempre umiliato nell’uomo perché è carne….Il Signore vedendo che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che tutti i pensieri concepiti nel loro cuore erano soltanto malvagi, si pentì di avere fatto l’uomo sulla terra, e se ne addolorò in cuor suo e disse: Sterminerò dalla faccia della terra l’uomo da me formato: uomini e animali, rettili e uccelli dell’aria, perché mi pento di averli fatti…. Or tutta la terra era corrotta davanti a Dio e tutta piena di iniquità. Iddio guardò la terra ed ecco era corrotta, perché ogni mortale aveva corrotto la sua condotta su di essa…Iddio disse a Noè: “La fine di ogni carne è giunta dinanzi a me, perché la terra è piena di violenza per causa degli uomini; ecco io li sterminerò insieme alla terra”.

Si tratta certo di una realtà drammatica. Ma chi c’era dal tempo della creazione fino a Noè e alla sua famiglia, che possa aver lasciato tali notizie sul mondo di allora? Lavoisier ha espresso il suo parere col suo famoso principio, a quanto pare diffuso in tutto il mondo da parte di coloro che l’hanno condiviso fino al punto che quel principio è stato introdotto perfino nella legislazione sui brevetti industriali di qualche Stato o addirittura di tutto il mondo. Infatti alcuni sono sicuri che il mondo sia cominciato con la Rivoluzione Francese e quello di prima allora era scomparso. Ci sono le tracce che sembrano evidenti sulla situazione di allora. Alcuni di coloro che si ritengono uomini di scienza dicono varie cose che chi vuole può dedicarsi a controllarle. Sembra che immaginino che qualcuno con un colpo di forchettone provò a spaccare la terra come si spacca una anguria. Ne rimangono tracce che dovrebbero andare dalle Alpi d’Europa al Mar Mediterraneo nella zona dell’Egeo (isola di Santorini in Grecia) e nella zona già fin dall’antichità detta Atlantide che allora sarebbe sprofondata sotto il mare e nelle grandi spaccature a destra e a sinistra della penisola arabica e poi anche nella dorsale atlantica che corre a circa quattro mila metri di profondità sotto il relativo Oceano e che forse arriva fino al polo sud. Che specie di forchettone doveva avere quel tale che realizzò una simile spaccatura!!

C’è una narrazione piuttosto ingenua riguardo a quello che i discendenti di Noè compresero di quello che era successo quella volta (Genesi Cap. VII).  Sembra che ci siano anche centinaia di scienziati che cercano di capirci qualcosa in questo tipo di narrazione. Comunque la sentenza di Lavoisier dice che “niente si crea e niente si distrugge”. Questo fenomeno avvenne da solo o ci fu qualcuno che lo determinò dotato di proporzionale potenza? Ad alcuni forse sembra che sia stato almeno un po’ prima della rivoluzione francese. Se alcune cose esistono dovette esserci qualcuno che le fece.

Poichè l’energia è una componente importantissima della vita del mondo, Lavoisier ha sentenziato che niente si crea e niente si distrugge e che invece dell’antico ricordo di un Dio creatore ora c’è la materia che né si crea né si distrugge ma non si capisce come muti. Ma Lavoisier era proprio sicuro di quello che ha detto presentando l’energia come qualcosa che eternamente esiste?

Invece c’è qualcuno che cerca di dimostrare che l’energia non esiste in se stessa ma è qualcosa che deriva forse dalla gravitazione universale e sorge e tramonta e non muta da se stessa, e sarebbe soltanto una qualità riguardante i corpi fisici da quelli minimi come una bacchetta di qualsiasi materiale che poggi comunque su qualcosa detta fulcro, fino a quelli siderali che hanno delle qualità non facilmente sondabili. Qualcuno dovette far notare a Lavoisier che quella bacchetta di qualsiasi materiale formando una leva produce un qualche tipo di forza ma egli o chi per lui, dato che quella cara rivoluzione francese non gli diede il tempo di spiegarsi subito, disse: “Nella leva quello che si produce in forza si perde in movimento” e la chiamò pure “Regola d’oro”. Ma ci fu ancora chi rispose: “non è vero niente”. Ma questo punto lo vedremo meglio la prossima volta. 

 

 

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